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E' in corso, a cura del Dipartimento di Biologia Animale
dell'Università degli Studi di Palermo la stima della popolazione e
caratterizzazione
biometrica, fenotipica, ecologica della popolazione di Testuggine
palustre Emys
trinacris
della Riserva
Naturale Torre Salsa - Siculiana (AG)
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La tutela dell’ambiente naturale siciliano ha raggiunto la sua massima espressione istituzionale con la recente costituzione dei parchi e delle riserve naturali. La conservazione di questi patrimoni naturali dell’isola, così come la loro gestione, diventano perciò una priorità nel quadro generale di una pianificazione sostenibile del territorio. D’altra parte, questa esigenza si infrange contro una situazione di insufficiente conoscenza della risorsa naturale, in quanto spesso gli Enti preposti alla gestione del patrimonio naturale si trovano nella difficoltà di reperire informazioni sullo status delle emergenze faunistiche e floristiche dell’isola. |
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Senza tali informazioni risulta difficile pianificare alcun tipo di intervento gestionale come: miglioramenti dell’habitat, scelta delle pratiche ideali al mantenimento di determinati ecosistemi, disposizioni di sistemi di incremento della fauna, e così via. La conoscenza del territorio rappresenta, dunque, il primo passo per affrontare la fase gestionale della risorsa naturale. Nel caso della Riserva Orientata di Torre Salsa, è innegabile l’importanza di quelle specie strettamente legate, per la loro sopravvivenza, alle poche zone umide relitte dell’Isola, e perciò a rischio di estinzione. La specie oggetto dello studio rappresenta appunto una delle emergenze naturalistiche dell’intera Sicilia, inserita nella Lista rossa globale (IUCN, 2002) e nella lista rossa dei vertebrati italiani (Bulgarini et al., 1998), tutelata dalla Convenzione di Berna (Allegato II) e dalla Direttiva comunitaria 43/92 (Allegati 2 e 4 della Direttiva “habitat”) e protetta dalla Legge Regionale n 33 del 1997. |
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Obiettivi La popolazione di Emys trinacris che vive a Siculiana, presenta vari motivi di interesse legati non solo alla sua posizione sistematica, ad oggi non definita in tutto il territorio regionale, ma anche alla sua ecologia ed allo status della sua popolazione, mai indagata in precedenza. Pertanto un progetto di ricerca completo su questo taxon , dovrebbe prevedere una serie di fasi da affrontare in maniera sequenziale, finalizzata alla possibilità di migliorare il piano di gestione della riserva. La prima fase di questo progetto da realizzarsi in un arco di tempo di 12 mesi è una ricerca indirizzata sia alla stima della consistenza numerica della popolazione che alla sua ecologia all’interno dell’oasi, elementi poco conosciuti ma fondamentali per la gestione e la conservazione di uno dei più interessanti aspetti della biodiversità dell’oasi, sia sulla caratterizzazione fenotipica e biometrica di questo taxon. Una seconda fase del progetto, da realizzarsi nei successivi 12 mesi, è il tentativo, mediante tecniche di radiotelemetria, di localizzare i siti di deposizione della specie, onde riuscire a tutelare le aree in questione ed assicurare la sopravvivenza della specie. |