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Progetto: Tartarughe Marine (Caretta caretta)

Nome: Tartaruga Marina

Specie: Caretta caretta

Classe: Rettili

 

Specie in via di estinzione protetta con Decreto del Ministero e della Marina  Mercantile del 21 Maggio 1980 e del 3 Maggio 1989. Inserita nell'Allegato II della Direttiva 92/43/CEE.

 

La tartaruga marina della specie Caretta caretta, la più diffusa nei nostri mari, è l'unica che ancora depone le uova sulle spiaggie italiane. Ha la testa molto grossa e il carapace (la parte superiore della corazza) cuoriforme, di colore marrone-rossiccio, con cinque paia di scudi costali; può raggiungere la lunghezza di 110 cm. ed il peso di 180 kg. E' onnivora e si nutre di molluschi e crostacei non disdegnando pesce. Durante l'inverno, nelle zone temperate, alcuni individui cadono in una specie di letargo. Depone le uova da Maggio ad Agosto, a notte fonda, sulla spiaggia oltre la linea di marea. Il nido è una buca che la tartaruga scava con le pinne posteriori, profonda e larga 20-30 cm.; qui vengono deposte da 80 a 120 uova. Le uova sono bianche e grandi come palline da ping-pong. A operazione ultimata la Tartaruga ricopre la buca e torna in mare. Il sesso dei piccoli è determinato dalla temperatura a cui sono incubate le uova. La schiusa avviene dopo 2 mesi e i piccoli, dopo aver scavato fino alla superficie si avviano verso il mare.

L'attività segue il programma del progetto "Tartarughe Marine" del WWF Italia ed in particolare :

  • Recupero animali feriti, prime cure e trasporto presso il Centro Recupero Tartarughe Marine

  • Sorveglianza della spiaggia per individuare eventuali ovodeposizione della tartaruga marina.

  • Attività di sensibilizzazione nei confronti dei fruitori della spiaggia interno dell'Oasi.

  • Attività di informazione e sensibilizzazione delle marinerie vicine all'Oasi (Sciacca, Porto Empedocle, Licata) e contatti con le rispettive Capitanerie di Porto.

 

 

 

Nell'estate 2005, un tratto di spiaggia di circa mille metri della Sicilia meridionale, in località

Giallonardo, nel comune di Realmonte (Agrigento), è stato interessato da quattro eventi

di risalita notturna di cui due con ovodeposizione

 

 

Siti di nidificazioneIn Italia le nidificazioni di tartarughe marine appartenenti alla specie Caretta caretta sono un evento raro e ancora più rari sono i siti regolari di nidificazione. Per la Sicilia singole deposizioni occasionali vengono segnalate da anni lungo la costa meridionale dell'isola.

 

Nell'estate 2005, un tratto di spiaggia di circa mille metri della Sicilia meridionale, in località Giallonardo, nel comune di Realmonte (Agrigento), è stato interessato da quattro eventi di risalita notturna di cui due con ovodeposizione. Tali eventi, verificatesi quasi contemporaneamente, non accadevano sulle coste siciliane da almeno 25 anni.

 

Questo tratto di costa è caratterizzato da un'ampia spiaggia, da un piccolo cordone di dune e da una falesia alta costituita prevalentemente dall'alternarsi di argille e gessi.

 

Alle risalite hanno assistito alcuni pescatori e alcuni operatori del WWF e del Fondo Siciliano per la Natura. Le deposizioni, distanti tra loro circa 240 metri, sono avvenute nonostante in questo tratto di spiaggia sia presente un forte impatto antropico legato alla fruizione balneare dell'area durante il giorno e ai pescatori dilettanti nelle ore notturne.

 

Tracce di Tartaruga marina nella spiaggia di Giallonardo (nido 2)Particolare nido 2Trasferimento uova nido 2 in incubatriceProtezione nido 2

 

Questi ultimi in particolare, in assenza di ogni forma di tutela dell'area, sono soliti raggiungere i siti di pesca percorrendo il tratto di spiaggia con le loro autovetture. Le due deposizioni sono avvenute entrambe nella seconda metà di luglio e uno dei due nidi è stato sorvegliato costantemente per tutto il periodo d'incubazione da operatori e volontari del WWF e del Fondo Siciliano per la Natura. Il numero di uova deposte nei due nidi è stato rispettivamente di 66 e 99, mentre il successo riproduttivo è risultato di 25,8% e 1%.

 

Tartarughine nate dal nido 1Questi bassi valori di produttività potrebbero essere dovuti nel primo caso ad alterazioni microclimatiche del nido, legate allo stazionamento costante di campeggiatori nell'area, che ha comportato la mancata schiusa di 40 uova (60,6%), mentre nel secondo nido la causa potrebbe essere attribuita al brusco decremento della temperatura durato circa una settimana, registrato per mezzo di sonde applicate sia all'esterno che all'interno del nido, che potrebbe aver provocato il rallentamento e l'arresto dello sviluppo degli embrioni.

 

Per tale motivo le uova di questo nido, dopo 80 giorni dalla data di deposizione, ben oltre i tempi di incubazione noti per le deposizioni conosciute per la Sicilia, Lampedusa e Linosa, sono state traslocate, con l'autorizzazione e alla presenza delle autorità territorialmente competenti (Ripartizione Faunistico Venatoria di Agrigento), all'interno di una incubatrice, con il risultato di un solo uovo schiuso.

 

Da molti anni il WWF svolge varie attività per la tutela delle tartarughe marine, considerata specie prioritaria ma minacciata in particolar modo dall'impatto con i sistemi di pesca (reti a strascico, palangari) e dal disturbo causato dalla pressione umana sulle spiaggie dove questi rettili marini depongono le uova. In particolare tramite una rete di Centri di Recupero il WWF cura e rilascia ogni anno centinaia di esemplari spiaggiati o catturati dagli attrezzi da pesca, grazie alla collaborazione dei pescatori.

 

 

Dati sulle deposizioni

 

 

L'Italia riveste un ruolo importante per la salvaguardia della tartaruga marina nel Mediterraneo soprattutto per quanto riguarda l'impatto dei sistemi di pesca.

 

In tutto il bacino del Mediterraneo sono stimate in 5-6.000 le nidificazioni di tartaruga marina, soprattutto in Grecia, Turchia, Cipro e Libia. Delle sette specie di tartarughe marine solo la Caretta caretta, depone le uova lungo le coste italiane, scavando il nido sotto la sabbia. Le rare nidificazioni avvengono in Puglia, Calabria, Sardegna occidentale, Sicilia meridionale, Lampedusa e Linosa. Una curiosità: il sesso dei nascituri viene determinato dalla temperatura della sabbia: con temperature alte nasceranno femmine, mentre temperature più basse daranno vita ai maschi.

 


 

AN UNUSUAL NEST ACTIVITY ALONG SOUTHERN SICILIAN COASTS: AN HOPE FOR SEA TURTLE SURVIVAL?

 

Caretta caretta nesting is an unusual event along the Italian coasts, and confirmed sites are increasingly rare. Along southern Sicilian coasts, occasional nesting has been happening for many years. During the summer of 2005, two nests were laid and two nesting attempts were made along a 1 km stretch of beach in southern Sicily. This tract of coast is characterized by a wide beach, a short line of downs and a high cliff made of clay and chalk. These four events happened almost simultaneously; which has not occurred for at least 25 years. Some fishers and some WWF and Sicilian Fund for Nature volunteers witnessed the nest-laying. The nests were laid (240 m apart) despite substantial human impacts on this beach: extensive bathing activity by day and recreational fishing at night. The nests were laid at the end of July and one of them was monitored constantly by WWF workers and volunteers during the incubation period. The number of eggs in the two nests was 66 and 99; reproductive success was 25.8% and 1% respectively. The low success rate for the first nest could have been due to microclimatic alteration, perhaps caused by the constant presence of campers in the area; 40 eggs failed to hatch. The second nest was subjected to a sudden reduction in ambient temperature, which lasted for about a week. Temperature was monitored within the nest and at the beach surface; the data suggest an initial slowdown and then arrest of embryonic development. As there were no signs of hatchling emergence 80 days after nest deposition, which is longer than the known time for nesting emergence in Sicily, Lampedusa and Linosa, the eggs were transferred into an incubator, but only one egg hatched.

 

 

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