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In Italia
le nidificazioni di tartarughe marine appartenenti alla specie Caretta
caretta sono un evento raro e ancora più rari sono i siti regolari di
nidificazione. Per la Sicilia singole deposizioni occasionali vengono
segnalate da anni lungo la costa meridionale dell'isola.
Nell'estate 2005, un tratto di spiaggia di circa mille metri della
Sicilia meridionale, in località Giallonardo, nel comune di Realmonte
(Agrigento), è stato interessato da quattro eventi di risalita notturna
di cui due con ovodeposizione. Tali eventi, verificatesi quasi
contemporaneamente, non accadevano sulle coste siciliane da almeno 25
anni.
Questo tratto di costa è caratterizzato da un'ampia spiaggia, da un
piccolo cordone di dune e da una falesia alta costituita prevalentemente
dall'alternarsi di argille e gessi.
Alle risalite hanno assistito alcuni pescatori e alcuni operatori del
WWF e del Fondo Siciliano per la Natura. Le deposizioni, distanti tra
loro circa 240 metri, sono avvenute nonostante in questo tratto di
spiaggia sia presente un forte impatto antropico legato alla fruizione
balneare dell'area durante il giorno e ai pescatori dilettanti nelle ore
notturne.
   
Questi ultimi in particolare, in assenza di ogni forma di tutela
dell'area, sono soliti raggiungere i siti di pesca percorrendo il tratto
di spiaggia con le loro autovetture. Le due deposizioni sono avvenute
entrambe nella seconda metà di luglio e uno dei due nidi è stato
sorvegliato costantemente per tutto il periodo d'incubazione da
operatori e volontari del WWF e del Fondo Siciliano per la Natura. Il numero di uova deposte nei due nidi è stato rispettivamente di 66 e
99, mentre il successo riproduttivo è risultato di 25,8% e 1%.
Questi bassi valori di produttività potrebbero essere dovuti nel primo
caso ad alterazioni microclimatiche del nido, legate allo stazionamento
costante di campeggiatori nell'area, che ha comportato la mancata
schiusa di 40 uova (60,6%), mentre nel secondo nido la causa potrebbe
essere attribuita al brusco decremento della temperatura durato circa
una settimana, registrato per mezzo di sonde applicate sia all'esterno
che all'interno del nido, che potrebbe aver provocato il rallentamento e
l'arresto dello sviluppo degli embrioni.
Per tale motivo le uova di questo nido, dopo 80 giorni dalla data di
deposizione, ben oltre i tempi di incubazione noti per le deposizioni
conosciute per la Sicilia, Lampedusa e Linosa, sono state traslocate,
con l'autorizzazione e alla presenza delle autorità territorialmente
competenti (Ripartizione Faunistico Venatoria di Agrigento), all'interno
di una incubatrice, con il risultato di un solo uovo schiuso.
Da molti anni il WWF svolge varie attività per la tutela delle
tartarughe marine, considerata specie prioritaria ma minacciata in
particolar modo dall'impatto con i sistemi di pesca (reti a strascico,
palangari) e dal disturbo causato dalla pressione umana sulle spiaggie
dove questi rettili marini depongono le uova. In particolare tramite una
rete di Centri di Recupero il WWF cura e rilascia ogni anno centinaia di
esemplari spiaggiati o catturati dagli attrezzi da pesca, grazie alla
collaborazione dei pescatori.

L'Italia riveste un ruolo importante per la salvaguardia della tartaruga
marina nel Mediterraneo soprattutto per quanto riguarda l'impatto dei
sistemi di pesca.
In tutto il bacino del Mediterraneo sono stimate in 5-6.000 le
nidificazioni di tartaruga marina, soprattutto in Grecia, Turchia, Cipro
e Libia. Delle sette specie di tartarughe marine solo la Caretta caretta,
depone le uova lungo le coste italiane, scavando il nido sotto la
sabbia. Le rare nidificazioni avvengono in Puglia, Calabria, Sardegna
occidentale, Sicilia meridionale, Lampedusa e Linosa. Una curiosità: il
sesso dei nascituri viene determinato dalla temperatura della sabbia:
con temperature alte nasceranno femmine, mentre temperature più basse
daranno vita ai maschi.
AN UNUSUAL NEST ACTIVITY ALONG SOUTHERN SICILIAN
COASTS: AN HOPE FOR SEA TURTLE SURVIVAL?
Caretta caretta nesting is an unusual event along the Italian coasts,
and confirmed sites are increasingly rare. Along southern Sicilian
coasts, occasional nesting has been happening for many years. During the
summer of 2005, two nests were laid and two nesting attempts were made
along a 1 km stretch of beach in southern Sicily. This tract of coast is
characterized by a wide beach, a short line of downs and a high cliff
made of clay and chalk. These four events happened almost simultaneously;
which has not occurred for at least 25 years. Some fishers and some WWF
and Sicilian Fund for Nature volunteers witnessed the nest-laying. The
nests were laid (240 m apart) despite substantial human impacts on this
beach: extensive bathing activity by day and recreational fishing at
night. The nests were laid at the end of July and one of them was
monitored constantly by WWF workers and volunteers during the incubation
period. The number of eggs in the two nests was 66 and 99; reproductive
success was 25.8% and 1% respectively. The low success rate for the
first nest could have been due to microclimatic alteration, perhaps
caused by the constant presence of campers in the area; 40 eggs failed
to hatch. The second nest was subjected to a sudden reduction in ambient
temperature, which lasted for about a week. Temperature was monitored
within the nest and at the beach surface; the data suggest an initial
slowdown and then arrest of embryonic development. As there were no
signs of hatchling emergence 80 days after nest deposition, which is
longer than the known time for nesting emergence in Sicily, Lampedusa
and Linosa, the eggs were transferred into an incubator, but only one
egg hatched. |