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L’Orchrilidia sicula, importante insetto endemico presente nella riserva

Nella zona dunale della Riserva, particolare interesse ha suscitato l’osservazione di un particolare Ortottero endemico della Sicilia; infatti nello Sparto pungente (Ammophila littoralis) L. è stata individuata la presenza dell’Ochrilidia sicula (Salfi 1931).

 

La sua presenza nella località non era nota in precedenza e si va ad aggiungere alla seguenti località Conosciute: Capaci (Pa), Balestrate (Pa), Foce del Belice (Tp), spiaggia di Licata (Ag) e dune di Vendicari. Attualmente  questa specie è estinta in tutta la costa tirrenica della Sicilia e sopravvive con piccole popolazioni  isolate nella costa meridionale e nella costa sud-orientale dell’isola. Il ritrovamento di questa popolazione a Torre Salsa assume quindi una valenza conservazionistica molto importante. Questo Ortottero  appartiene ad un genere rappresentato in gran parte dell’Africa e del Medio Oriente, ma presente con sole tre specie in Europa: O. tibialis ( Fieber) nelle isole greche,O. sicula (Salfi) in Sicilia e O. nuragica (Massa) in Sardegna.

Si tratta quindi di un elemento termofilo, relitto di faune nordafricane, che per isolamento si è differenziato, rimanendo relegato in un ambiente retrodunale molto ben caratterizzato, ma purtroppo sempre più raro in Sicilia, a causa della degradazione e dello sfruttamento turistico delle spiagge.

I caratteri di O. sicula coincidono abbastanza con quelli di O. geniculata  del Nord Africa: antenne lunghe, con i segmenti 3-12 appiattiti ed allargati, foveole temporali curvate circa 4 volte più lunghe che larghe, con margine inferiore visibile da sopra, distanza interoculare nei maschi c. ½ o poco meno dell’ampiezza della zona frontale davanti gli occhi, nelle femmine c. 3/5, carene laterali del pronoto divergenti nelle metazona, tegmine superanti l’apice dell’addome, lobo genicolare inferiore interno dei femori posteriori con una macchia nera talora estesa alla metà anteriore della lunula, il colore delle tibie posteriori negli esemplari osservati è grigio, violaceo (soprattutto nelle femmine)  o grigio con riflessi violacei, con spine nere, come in alcuni esemplari di O. geniculata della Tunisia (di tale colorazione tuttavia Jago, 1977, non fa cenno, mentre parla di tibie rossastre-rosaceeo  o porpora con spine dello stesso colore negli esemplari con colorazione del corpo grigiastra, blu o violette con spine verdi negli esemplari con colorazione verde). L’epifallo del maschio  di O. sicula è abbastanza caratteristico: in visone laterale il lobo c (seguendo la terminologia di Jago, 1977) non è visibile , d è ben sviluppato, la proiezione posteriore è molto appuntita ( meno in visione dorsale), ancorae erette e valve dell’edeago dirette in senso obliquo dorsale (in O. geniculata in visione laterale c è visibile ed è più o meno allo stesso livello di b, d è circa il doppio di c; la proiezione posteriore è più arrotondata soprattutto in visione laterale; Jago (1977) ritiene che sebbene O. geniculata sia molto variabile, i genitali dei maschi, il vertice e la struttura delle antenne rimangono caratteristici).

Caratteristiche differenti abbiamo invece in O. nuragica (Massa) dove l’epifallo presenta in visione laterale il lobo b allo stesso livello di c, d ben sviluppato e molto proiettato in avanti (nettamente di più che in O. sicula e O. geniculata ), proiezione posteriore ad angolo retto sia in visione dorsale che laterale; rispetto all’O. sicula non vi sono evidenti differenze nelle ancorae e nelle valve dell’edeago , la colorazione dell’O. nuragica è grigiastro-marroncina, con evidenti striature più scure orizzontali ai lati delle carene del pronoto; i femori posteriori con lobo genicolare inferiori interno appena macchiato di nero, in cui è presente la tipica macchia nera che si trova in O. sicula e O. geniculata , le tibie posteriori sono di colore grigio chiaro appena soffuso di un pallido violaceo, con spine nere. (Massa, 1994).   

 

 

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